La pizza napoletana: storia, ingredienti e dove mangiarla come i napoletani

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La pizza napoletana e patrimonio UNESCO dell'umanita dal 2017. Ma non tutta la pizza di Napoli e uguale: ecco la guida alle pizzerie storiche e ai segreti dell'impasto perfetto.

La pizza napoletana: una storia di 200 anni

La pizza margherita fu creata nel 1889 dal pizzaiolo Raffaele Esposito in onore della Regina Margherita di Savoia: mozzarella bianca, pomodoro rosso e basilico verde - i colori della bandiera italiana. E da quel momento la pizza non ha mai smesso di conquistare il mondo.

Le regole della veracita

L'Associazione Verace Pizza Napoletana ha codificato le regole: impasto con farina 00 e lievito di birra naturale, maturazione di 8-24 ore, pomodoro San Marzano DOP, fior di latte campano o mozzarella di bufala, cottura nel forno a legna a 450-480 gradi C per 60-90 secondi.

Il risultato: bordi alti e morbidi ('cornicione'), base sottile al centro che si piega, un'alveolatura che ricorda il leopardo. Non croccante - morbida, elastica, viva.

Le pizzerie storiche

L'Antica Pizzeria da Michele (1870): Solo Margherita e Marinara, in un locale senza pretese in Via Cesare Sersale. La coda supera spesso i 40 minuti. Ne vale ogni secondo.

Sorbillo (1935): Piu ampia selezione, piu variegata nei topping. La pizza fritta e un capolavoro. Spesso affollata di turisti - ma la qualita regge.

Di Matteo (1936): Famosa per la pizza fritta e il cuoppo di fritti misti. Bill Clinton ci venne nel 1994 durante il G7 - la foto e esposta all'ingresso.

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